Torna Whaam! di Roy Lichtenstein

Una delle opere più importanti della pop art è stata restaurata nelle ultime settimane ed ora è pronta per nuova vita

Il dibattito sul restauro delle opere di arte contemporanee è già aperto, sopratutto per il loro carattere incerto e per l’alta deperibilità a cui sono soggette.

Come potrebbe essere ad esempio restaurata un’opera che conta delle componenti organiche? Semplicemente sostituendole?

Non sono questi i problemi di restauro del  Whamm di Lichtenstein, ma piuttosto sono legati agli aspetti morali e tecnici.

Da quando sono nati i dibattiti sui restauri la scuola italiana si è sempre arroccata su posizioni conservatrici, nel senso che l’intervento del restauratore deve essere minimo per non intaccare la mano dell’artista e il passaggio del tempo, al più, dovrebbe essere basato sulla prevenzione e la conservazione dell’opera.

La scuola inglese si è sempre mantenuta su posizioni antitetiche: sovente sono intervenuti nella pulitura delle opere, cambiando anche in maniera rilevante l’aspetto dell’opera.

Anche in questo caso la Tate Gallery ha deciso di procedere per la pulitura con l’intento di dare nuovo smalto all’opera.

Per il lavoro è stato impiegato un gel di produzione italiana e una delle mani principali del team della Tate quella di Angelica Bartoletti, connazionale.