L’albero delle Scarpe

Il corto racconta l’incontro tra due solitudini, due esistenze femminili lontane nel tempo che si ritrovano nel suggestivo comune di Fondi, in provincia di Latina

Presentato a Cannes all’interno della sezione Short Film Corner ha avuto un riscontro positivo di pubblico, non solo per la storia ma per la regia, i personaggi e gli ambienti che con una nota nostalgica parlano di un’Italia che non è più.

Abbiamo incontrato sul red carpet di Cannes il regista Sebastian Maulucci, il direttore della fotografia Leonardo Kurtz e l’attrice nonché produttrice Ilaria Parisella.

Una volta tornati in Italia gli abbiamo fatto qualche domanda

Qual’è il messaggio che volevate esprimere con questo corto? Cosa ha voluto dire l’esperienza di Cannes?

Sebastian

L’albero delle Scarpe è un racconto intimo e fantastico. La storia di due solitudini che si incontrano e si completano. La storia di un ritorno alle emozioni da parte di due personaggi che sembrano averle sepolte. Le ritrovano grazie alla passionale storia di Giulia Gonzaga. Ho voluto raccontare le passione amorosa attraverso tre epoche storiche diverse e lontane.

Ho scelto uno stile cinematografico sobrio ma pittorico, in cui a farla da padrone sono i colori e location suggestive. La musica e i colori sono battiti principali del cuore del film.

Presentare a Cannes questo film breve è stato il naturale coronamento di un progetto fatto con gioia e passione insieme ad una squadra straordinaria. Cannes è magia, frenesia, arte cinematografica tout court. Una meraviglia.

Come si è sviluppata la produzione della pellicola?

Ilaria

Nonostante questo progetto non sia stato accolto dall’amministrazione comunale di Fondi con le adeguate risorse, grazie alla collaborazione dei cittadini e alla notevole professionalità della troupe e del cast si è riusciti in un miracolo produttivo poiché 42 scene ambientate in due diverse epoche , tra cui molte nel 1500, sono state girate in soli 8 giorni lavorativi e ha visto coinvolti 25 giovanissimi quanto talentuosi professionisti del settore. Una squadra che ha messo in campo la giusta energia con l’obiettivo di presentare questo film breve al festival di Cannes, così è stato!

Possiamo ritenerci soddisfatti, ma abbiamo già un nuovo obiettivo, presentarlo in concorso al festival di Locarno, per cui incrociamo le dita!

Da cosa è derivata la scelta dello stile?

Leo

La ricerca visiva per questo progetto è nata con Sebastian nei luoghi dove si narrano le vicende dei Gonzaga. Attraverso un’interpretazione classica di un immaginario cinematografico, luce e colori hanno trovato la loro dimensione attraverso una ricostruzione di stampo emozionale piuttosto che realistico.

La camera, fissa per scelta linguistica, ha inquadrato personaggi e luoghi tenendo conto della loro dimensione naturale per permettere agli spettatori di entrare come osservatori privilegiati di questa storia, lasciando all’immaginario personale il giusto spazio esplorativo. 

In che modo esattamente vi siete avvicinati alla magia di Cannes?

Leo

Tra gli obiettivi di questo cortometraggio c’è la volontà di trovare produttori per due lungometraggi che Sebastian Maulucci sta preparando da diverso tempo. Il corto è stato selezionato a Cannes nell’apposita sezione “Short Film Corner” che permette di avere accesso ad un market internazionale che ti da la possibilità di entrare in contatto con un largo spettro di produttori e distributori in grado di finanziare il tuo film.

Guardando i fotogrammi Dell’albero delle scarpe mi viene subito in mente Pasolini. C’è fascinazione verso il direttore della fotografia di Mamma Roma o Accatone, Tonino delli Colli?

Leo

Credo che Tonino Delli Colli, maestro indiscusso per varietà della sua produzione artistica, sia un punto di ispirazione e rifermento per chiunque si approcci allo studio della direzione della fotografia in Italia. Personalmente mi sono ispirato per questo progetto all’uso dei colori che ha fatto nel film “La Ricotta” di Pasolini. La ricerca cromatica molto satura, variegata, aiuta lo spettatore ad entrare in empatia con le ambientazioni sia storiche che contemporanee di questo racconto.

Come pensate di distribuire la vostra pellicola, la metterete a disposizione del grande pubblico della rete?

Ilaria

Dopo Cannes si intende partecipare ai più influenti festival nazionali ed internazionali, per poi proseguire con una proiezione ufficiale a Roma al fine di presentarlo al pubblico. La produzione sta valutando la possibilità di distribuirlo anche su piattaforme di nuova generazione sia online che on demand. 

L’albero delle Scarpe è stato prodotto da ATRAVISIO.